Impianto autoclave: funzionamento, utilità e prezzo

Impianto autoclave: funzionamento, utilità e prezzo

Settembre 9, 2019 Off Di Davide

Per impianto autoclave si intende quell’attrezzatura dalla funzione molto semplice: portare un aumento della pressione dell’acqua nei condotti, in modo tale che possa essere distribuita ovunque, anche a chi vive nei piani superiori di un edificio.

In questo modo, il fabbisogno idrico sarà costantemente soddisfatto, indipendentemente dal luogo e dall’altezza dell’abitazione. Per tale ragione risulta essere un elemento estremamente diffuso, presente in quasi tutte le abitazioni cittadine, con alcune eccezioni nei posti più isolati, come le campagne che vengono usate solo per accomodamento. Rispetto al passato, infatti, la diffusione è ormai ubiquitaria, con piccole eccezioni per chi vive in zone più antiche e rurali.

Quali sono i suoi componenti?

All’interno di ogni autoclave è presente una pompa elettrica, elemento fondamentale dell’autoclave per la funzione di ‘spinta’. A questa pompa è collegato un pressostato, per mantenere un valore pressorio preciso e costante.

Ancora, vi è un serbatoio in cui l’acqua viene contenuta. Quest’acqua ha origine dalla rete idrica, con funzione di riserva, in quanto viene utilizzata nel momento in cui non è possibile accedere alla rete idrica. Infatti, la normativa impedisce di collegare direttamente l’impianto autoclave alla rete idrica, in modo tale da evitare il più possibile eventuali sprechi.

Infine, vi è una sorta di contenitore ‘a pressione’, al cui interno viene inserita una camera d’aria, il cosiddetto “polmone”.

Come funziona esattamente?

Tutto avviene all’interno di serbatoi perfettamente chiusi. All’interno di questi serbatoi è presente dell’aria, che verrà mantenuta sotto pressione.

All’accensione della pompa, tramite corrente elettrica, l’acqua verrà indirizzata verso il serbatoio, in modo da comprimere l’aria, fino a raggiungere il valore di pressione indicato e regolato dal pressostato.

A questo punto, un meccanismo di spegnimento automatico, eviterà il continuo aumento pressorio. Tutto ciò, grazie al pressostato, il cui funzionamento è molto semplice: in base alla pressione presente, e rapportata al valore indicato, si apre/chiude un contatto elettrico, determinando di conseguenza accensione/spegnimento dell’autoclave.

Durante l’utilizzo dell’acqua corrente, quindi con gli scarichi o tramite rubinetti, viene dato ‘sfogo‘ alla compressione dell’aria, che avendo un modo di ridurre la pressione, si espande, determinando la spinta dell’acqua verso lo scarico/rubinetto aperto. In questo modo, l’aria ridurrà la pressione esercitata su di essa, garantendo a noi la giusta spinta anche ai piani elevati.

Ovviamente, ad un certo punto, il valore pressorio scenderà troppo, e per evitare l’interruzione della spinta, la pompa, con accensione automatica in base alla taratura, verrà riaccesa, riavviando di fatto la compressione dell’aria.

Nei modelli più tecnologicamente avanzati e recenti, vi è una sorta di membrana elastica al posto del classico serbatoio in cui è presente l’aria che verrà in seguito compressa. In questo modo, è possibile utilizzare autoclavi di dimensioni minori, con la pari efficienza.

Regolazione autoclave

È possibile regolare l’autoclave in base all’utilizzo. Nei condomini, ad esempio, a causa del rumore dell’autoclave, vi sono interruttori specifici in base agli orari, che permettono di annullare la sua accensione di notte, in modo tale da non disturbarte gli inquilini.

Ovviamente tutto ciò non porterà alcun disservizio, in quanto la pressione viene mantenuta a livello standard fino all’orario di spegnimento, dopodiché scenderà man mano durante l’utilizzo, ma essendo l’acqua poco utilizzata durante la notte, la pressione non arriverà mai al valore minimo, rimanendo sempre utilizzabile qualora venga utilizzata.

Questo tipo di regolazione può essere effettuato anche nelle villette, anche se potrebbe essere non necessario, in quanto l’autoclave viene installata esternamente all’abitazione, riducendo il rischio di fastidiosi rumori notturni.

Ovviamente il tutto deve essere effettuato tramite persone competenti in materia: la modifica da parte di un utente inesperto, può portare a conseguenze anche gravi, quindi in questo caso è meglio non improvvisare.

Installazione autoclave e prezzi

Ovviamente l’esigenza di un condominio di 10 piani e 30 appartamenti è ben diversa dall’esigenza di una piccola villetta isolata. Per tale ragione, prima dell’installazione e del preventivo, vengono valutate le richieste idriche dell’edificio in questione.

Se si tratta di una piccola villetta, è possibile costruire un piccolo cubo esterno all’abitazione (ad esempio nel giardino), in cui verrà contenuta quest’autoclave.

Nel caso di condomini o palazzi, invece, l’installazione avviene solitamente nel seminterrato.
Il tutto andrà poi associato ad un serbatoio, in quanto non bisogna dimenticare che la legge punta a diminuire gli sprechi attraverso l’impedimento del collegamento diretto autoclave-rete idrica. Per tale ragione l’autoclave va collegata ad un serbatoio d’acqua specifico.

Quindi bisogna innanzitutto valutare quante persone usufruiranno dell’autoclave (o per meglio dire, dell’acqua), all’interno dell’edificio, dopodiché sarà possibile fare un preventivo.

A causa della sua particolarità, è richiesto un lavoro da parte operai specializzati, che associati all’impianto e ai materiali da utilizzare, faranno lievitare i costi. In generale, è abbastanza realistico un prezzo variabile tra i 1000 e i 2000 euro, ma ogni caso è a sé, di conseguenza converrà farsi fare un preventivo in modo tale da non avere sorprese.

Conclusioni

La presenza dell’autoclave nelle moderne abitazioni è diventata più una esigenza, piuttosto che un semplice ‘optional’.

Mentre in passato vi era un minore utilizzo dell’acqua corrente, con consumi decisamente ridotti dell’acqua, e con un utilizzo più ‘arcaico’, attraverso l’impiego di recipienti e serbatoi, adesso le cose sono cambiate: vengono lavati gli alimenti o piatti sotto l’acqua corrente, si usa la lavastoviglie o la lavatrice, le docce sono molto più frequenti, così come viene utilizzato maggiormente lo scarico.

Questa combinazione di elementi ha fatto sì che la presenza dell’autoclave in casa sia assolutamente necessaria (basti pensare a quanti disagi si potrebbe andare incontro senza la corrente elettrica e di conseguenza senza l’acqua corrente).

Pertanto, capire il funzionamento dell’autoclave e avere un’idea dei costi da sostenere per l’acquisto, sia esso condominiale, sia esso per una semplice villetta, può essere utile per programmarne l’acquisto.

In ogni caso, non va dimenticato che installazione ed eventuale regolazione va fatta tramite operai specializzati, in quanto può risultare pericoloso il semplice fai-da-te, sia per la persona, sia per l’integrità dell’autoclave stessa.